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Da cosa deriva l'usanza di scambiarsi regali a Natale? Perchè esiste "l'albero di Natale"? Perché il panettone si chiama così? A tutte queste (e altre) domande risponderò in questo articolo. Iniziamo!

 

 

 

Perchè è usanza addobbare un abete e riempirlo di luci?

 

Sono molte le leggende che raccontano l'origine dell'albero di Natale.

 

La prima narra di un uomo che alla vigilia di Natale, mentre stava tornando a casa da un bosco della Germania, vide le stelle brillare attraverso i rami di un abete. Rimanendo affascinato da questo straordinario evento, decise di “ricrearlo” in modo da raccontarlo e mostrarlo a sua moglie. Portò quindi a casa un piccolo abete, lo posò sul tavolo e lo ornò di candeline accese. Questo albero addobbato con le candeline fu visto da altre persone e da qui si diffuse l'usanza dell'albero di Natale.

 

Un'altra leggenda riguarda sempre la Germania e la vigilia di Natale. Questa racconta che San Bonifacio, un missionario inglese, dopo aver visto alcune persone radunate attorno ad una quercia alla vigilia di Natale la tagliò, e al suo posto crebbe un albero sempreverde, l'abete. Questo fatto è stato visto come un segno divino e l'abete inizio a rappresentare l'albero della vita. Nacque così l'origine della tradizione dell'abete per celebrare la nascita di Gesù.

 

In realtà sembrerebbe che questa usanza cominciò ancora prima del Natale stesso. Infatti, l'abete era considerato dai druidi, gli antichi sacerdoti dei popoli che vivevano nell'Europa centrale (i Celti), simbolo di lunga vita e lo onoravano durante le feste invernali (il solstizio d'inverno). Questo perchè notarono che durante l'inverno, l'abete rimaneva sempreverde. Quando si cominciò a festeggiare il Natale, questa tradizione venne mantenuta.

 

 

Perchè a Natale ci scambiamo regali?

 

Questa usanza ha le sue origini dai Saturnali, una ricorrenza antecedente al cristianesimo che si svolgeva nell'antica Roma dal 17 al 23 dicembre, in onore del dio delle semine Saturno, e dell'età saturnia, nella quale gli uomini vivevano in fratellanza e prosperità. Durante questi festeggiamenti, come simbolo di uguaglianza sociale, fra servi e padroni, nacque la consuetudine di scambiarsi doni. A partire dal IV secolo d.C., nella tradizione cristiana si inserirono queste credenze e simbologie pagane per festeggiare la nascita di Cristo.

 

 

Qual è la storia del panettone?

 

 

Anche in questo caso ci sono diverse versioni. Una prima versione ha al suo interno una storia d'amore.

Il cavaliere Ughetto degli Atellari si era innamorato di Adalgisa, la figlia del panettiere Toni e per starle vicino, si era fatto assumere come apprendista.

Il negozio era in difficoltà e per aumentare gli affari, preparò un pane diverso dal solito, particolare. La fama del “pan del Toni” si diffuse, Toni si arricchì ed Ughetto sposò Adalgisa.

 

Ma la versione più accreditata, vuole che il panettone derivi dal nome di un garzone di cucina della corte di Ludovico il Moro. Durante il pranzo della vigilia di Natale, il dolce preparato dal cuoco di corte bruciò prima di essere servito. Per evitare la collera del duca, il garzone Toni propose di presentare il dolce che aveva appena preparato, per se ed i suoi amici, con gli avanzi di quello andato bruciato. Visto il successo che ebbe il dolce, il duca decise di chiamarlo “il dolce di Toni”.

 

 

Perchè è tradizione mangiare il tacchino a Natale?

 

Photo by Veronica

 

Il tacchino è originario dell'America Settentrionale e nel XVI secolo venne introdotto in Europa dagli spagnoli. L'allevamento di questo animale richiede molte cure e per molto tempo la produzione rimase piuttosto limitata, per questo motivo da allora è considerato un piatto di lusso riservato ai re, e “i meno ricchi” lo cucinavano in occasioni speciali, come il Natale.

Inoltre, è proprio in questo periodo che raggiunge il suo peso ideale, tenero al punto giusto, non troppo grande, né troppo grasso, infatti, solitamente nasce in primavera e nutrendolo con grano e orzo, in 6-8 mesi raggiunge le dimensioni ideali.

Come dice il proverbio, “a Natale con i tuoi, a Pasqua con chi vuoi”, tradizione vuole che a Natale la famiglia si riunisca attorno ad una tavola imbandita ed il tacchino è diventato il piatto tipico di questa festa, non solo per la sua carne morbida e saporita, ma anche per le sue dimensioni che permettono di sfamare i numerosi invitati.

Con l'allevamento intensivo, il prezzo di questo volatile è diventato più accessibile, ma nonostante questo, alcune ricette rimangono legate ai giorni di festa.


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